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Meditazioni tenute in occasione degli Esercizi Spirituali Parrocchiali

 

 

Esercizi Spirtuali Parrocchiali
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ott 22

Scritto da: host
22/10/2013 12:18 

Parrocchia di Maerne

Schema per gli Esercizi Spirituali parrocchiali 2013

Secondo Giorno

Quell'uomo che si chiama Gesù

Introduzione

La storia della guarigione del cieco ci aiuta ad aprire gli occhi sull’immagine di Gesù che ognuno di noi porta in sé. Gesù appare come un servo dei poveri, amico dei peccatori. L’immagine del Messia-Re che avevano i farisei gli impediva di riconoscere in Gesù il Messia Servo.

La tradizione che Gesù guarisce i ciechi è ben documentata nei Vangeli. Questo tipo di guarigione non ha uno sfondo nei miracoli dell’A.T., ma la descrizione di uomini (spiritualmente) ciechi i cui occhi venivano aperti faceva parte della raffigurazione profetica dei tempi messianici

Per cominciare

la Fede

Quella vecchietta cieca, che incontrai

la notte che me spersi in mezzo ar bosco,

me disse: - Se la strada nun la sai,

te ciaccompagno io, ché la conosco.

Se ciai la forza de venimme appresso,

de tanto in tanto te darò 'na voce,

fino là in fonno, dove c'è un cipresso,

fino là in cima, dove c'è la Croce...

Io risposi: - Sarà ... ma trovo strano

che me possa guidà chi nun ce vede... -

La cieca allora me pijò la mano

e sospirò: - Cammina! - Era fa Fede.

poesia di Trilussa

Preghiera: Tu sei la mia luce

Signore, tu sei la mia luce;

senza di te cammino nelle tenebre,

senza di te non posso neppure fare un passo,

senza di te non so dove vado,

sono un cieco che pretende di guidare un altro cieco.

Se tu mi apri gli occhi, Signore,

io vedrò la tua luce,

i miei piedi cammineranno nella via della vita.

Signore, se tu mi illuminerai io potrò illuminare:

tu fai di noi la luce del mondo. Carlo Maria Martini

Preghiamo

O, Dio, Padre della luce, tu vedi le profondità del nostro cuore: non permettere che ci domini il potere delle tenebre, ma apri i nostri occhi con la grazia del tuo spirito, perché vediamo colui che hai mandato a illuminare il mondo, e crediamo in lui solo, Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore.

Introduzione: l'incontro

In questo incontro non c'è, come in altre guarigioni la preghiera della persona bisognosa.

Assomiglia piuttosto alla chiamate dei discepoli.

Mc 1,16 Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori.
Mc 2,14 Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.

Come sul lago, o al banco delle imposte Gesù passa e chiama. Qui passa e sana.

In questa pagina, poi, "meglio" che nelle chiamate Gesù rimane uno sconosciuto.

Lc 10,33 Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione.

Si rivelerà un passo alla volta e, come vedremo, tutta la vicenda è un cammino alla fede.

Introduzione: la domanda "chi ha peccato".

Come il vangelo di ieri dove Gesù si pone con una domanda, oggi sono i discepoli a porre la domanda

Quante volte anche noi ci poniamo accanto ad alcune realtà, situazioni o persone con questa domanda

Pensiamo gli immigrati, chi è senza lavoro, chi vive il disagio psichico, chi, magari giovane entra nelle dipendenze della droga, del gioco, dell'alcool. Chi cade vittima del suicidio..

E il nostro pensiero va alla ricerca del colpevole di turno: la crisi, la perdita di valori, la fragilità della società e delle persone.

Oppure il nostro sguardo, se si ferma alla persona: si vive una sorta di penosa impotenza: "poveretto, poveretta".

Forse non lo pensiamo ma entrambi questi atteggiamenti non ci fanno bene, non sono "cristiani". Senza saperlo rischiano di "tirarci fuori", di allontanarci da quella croce. O dando la colpa al mondo o lavandoci le mani con l'acqua della pietà del momento.

La risposta di Gesù non segue queste vie, ne la via della facile pietà, ne la via delle colpe introdotta dalla domanda sul "chi ha peccato".

Gesù, come il suo solito capovolge la situazione e trasforma il "buco nero" nella vita della persona, della sua famiglia e della società in un punto, anzi, in LUOGO di rivelazione delle opere di Dio: " è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio ".

Come sarebbe bello che in una confessione in cui una persona afflitta da un dramma potesse sentirsi dire questo è successo perché tu potessi vedere le opere di Dio.

E questo succede spesso. Mi capita spesso di vedere situazioni di povertà riscattarsi in gesti di solidarietà della persona o delle persone ad esse vicine.

Come è bello vedere che il papa quando passa si ferma, vedere, tocca, incontra. Lui vede l'uomo cieco!

Forse se anche noi passando imparassimo a VEDERE e non (vedi i canali della tv col telecomando..) a SCORRERE le persone, i nostri fatti, quello che capita.. potremmo come il samaritano FERMARCI.

In questi giorni vorremmo fermarci. Fare luce. Finchè è giorno. Perché se la scorta di olio per le lampade no riusciamo a farla quando c'è la possibilità che non ci troviamo come le vergini stolte del vangelo che non sia troppo tardi.

Sostiamo dunque in ascolto di questa parola che ci rivelerà il volto di Gesù e quello del cieco in una progressiva rivelazione.

Introduzione: Fin che è giorno.

Ci sono i giorni della creazione, del plasmare la terra. Sebbene qualcuno sia nei giorni della notte in cui sembrano regnare le tenebre. Gesù ricorda che dodici, numero perfetto, sono i giorni di luce.

C'è luce e se siamo con lui siamo nelle 12 ore della creazione.

C'è un mondo da creare e ricreare. Proprio come il Padre ha fatto e il Figlio e lo Spirito continuano a fare.

C'è da trasformare, riplasmare il mondo di vedere il mondo.

C'è da ritornare alla fonte della vita.

1Passando vide un uomo cieco dalla nascita 2e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco?». 3Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio. 4Dobbiamo compiere le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può più operare. 5Finché sono nel mondo, sono la luce del mondo». 6Detto questo sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco 7e gli disse: «Và a lavarti nella piscina di Sìloe (che significa Inviato)». Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.

È simpatico, se non fosse drammatico, vedere come fin dalle prime battute il buio abiti questa vicenda che se per certi aspetti è di una chiarezza lampante, per altri si intorbida e si confonde.

Il primo caso di questa non chiarezza, di non VEDERCI CHIARO è proprio nella vicenda del cieco.

La sua situazione come intuiamo è di povertà non solo per la mancanza della vista ma anche per il suo non poter provvedere a sé (ha una famiglia come sappiamo..) se non con il mendicare.

È una persona potremmo dire che ha molti motivi per essere spenta.

Eppure non è così. È ben consapevole di chi è e di ciò che gli è capitato.

Il suo rapporto con la gente conosciuta attraverso altri sensi fa si che è molto attento.

Forse siamo noi che con tanti sensi accesi e sempre stimolati, difatti, perdiamo di vista le cose distratti da suoni, immagini, pareri …

Quante volte nelle cose oltre alla superficialità non andiamo e ci fermiamo a quello che dicono le persone. Pensiamo anche al Papa. Certo molti sono entusiasti per i suoi gesti, le scelte di povertà, le sue felici battute, il suo parlare semplice. Ma abbiamo mai ascoltato o letto con attenzione ciò che dice? Son sicuro che tantissima gente oltre a quello che dico gli altri non ha letto o ascoltato una sola parola eppure parla una gran bene. Ma quanto profondo è questo bene…

Anche il nostro amico si trova in questa situazione. Di lui la gente se ne accorge ma con superficialità. Sa che è li, era lì sempre a mendicare, ora non c'è più. Ma lo hanno guardato con così tanta superficialità da non risucire a dire se era lui!

È vero anche che dopo una guarigione come questa è possibile che quel volto porti una luce così nuova, così chiara che possa apparire diverso, un altro. E a ben vedere sarà alla fine un'altra persona!!!

Come sarebbe bello che questo si potesse dire anche di noi. Guarda dopo questa esperienza i tuoi occhi sono diversi. E a dire il vero c'è gente che dopo un pellegrinaggio, dopo la comunione agli ammalati, dopo un campo scuola, torna diversa…

8Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, poiché era un mendicante, dicevano: «Non è egli quello che stava seduto a chiedere l'elemosina?». 9Alcuni dicevano: «E' lui»; altri dicevano: «No, ma gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!».

10Allora gli chiesero: «Come dunque ti furono aperti gli occhi?». 11Egli rispose: «Quell'uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: Và a Sìloe e lavati! Io sono andato e, dopo essermi lavato, ho acquistato la vista». 12Gli dissero: «Dov'è questo tale?». Rispose: «Non lo so».

È bello vedere che il cieco giunge un passo alla volta alla fede. E la prima tappa, come per noi è partire da quell'uomo che si chiama Gesù.

Anche il cieco come noi SA DELLE COSE SU GESÙ. Ma diverso è sapere su qualcuno e diverso è incontrarlo!

E subito a questa luce che inizia a farsi spazio tra le tenebre del cieco, ma potremmo dire del mondo, si contrappongono i primi ostacoli.

Alla domanda "DOV'È? " la risposta NON LO SO. Ci deve far riflettere.

Dov'è Gesù? Per i bambini è facile ci diranno dentro di me. Ma per noi è così? Forse un tempo, ma ora non lo sappiamo. Non lo sappiamo perché in fondo anche noi come il cieco ci sentiamo soli.

C'è stato sì un incontro ma poi, dove sia andato quell'uomo non lo sappiamo.

13Intanto condussero dai farisei quello che era stato cieco: 14era infatti sabato il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. 15Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come avesse acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha posto del fango sopra gli occhi, mi sono lavato e ci vedo». 16Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest'uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato».

Altri dicevano: «Come può un peccatore compiere tali prodigi?». E c'era dissenso tra di loro. 17Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu che dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «E' un profeta!».

Un modo per cercarlo forse, come il decimo lebbroso, è tornare sui nostri passi. Tornare "sul luogo del delitto" e approfondire le ricerce! La domanda che i farisei pongono a cieco, come è un po' nello stile del vangelo, non è per conoscere la verità ma per confermarli in una idea che già hanno: Quest'uomo non viene da Dio!

Ma questo ritornare, il ricordare, il far memoria del gesto di Gesù, il discuterne con le persone anche se non troverà confronto sincero, gli apre la mente ad una seconda verità. Quell'uomo non è solo un tale, è un profeta.

Che significa questo? Significa che la mia storia, intanto, si è intrecciata con quella di Dio. C'è qualcosa di più di una guarigione per quanto straordinaria. Qui c'è lo zampino di Dio.

Il mio miracolo non è solo per me. C'è un gesto, come quelli dei profeti che è per tutti. Io sono uno strumento nelle sue mani. La mia guarigione non è solo luce per me. Ma..

18Ma i Giudei non vollero credere di lui che era stato cieco e aveva acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. 19E li interrogarono: «E' questo il vostro figlio, che voi dite esser nato cieco? Come mai ora ci vede?». 20I genitori risposero: «Sappiamo che questo è il nostro figlio e che è nato cieco; 21come poi ora ci veda, non lo sappiamo, né sappiamo chi gli ha aperto gli occhi; chiedetelo a lui, ha l'età, parlerà lui di se stesso». 22Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. 23Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l'età, chiedetelo a lui!».

Che tristezza questi genitori. E quanti genitori continuano a mortificare i figli toccati dalla mano di Dio invece di leggere in quei miracoli una luce anche per loro.

Mi fa sempre male vedere i genitori che lasciano i bambini a messa per poi venirli a riprendere. E immagino che tornati a casa i piccoli raccontino magari qualcosa o orecchi sordi e a cuori spenti..

Fragili anche i genitori verso i quali non possiamo certo avere sentimenti ostili eppure a volte ci vuole così poco. E pensare che per una malattia fisica questi stessi genitori faranno notti al letto del figlio, prenderanno auto o aerei per curare la malattia del corpo, e per quella del cuore non si riesce ad alzarsi mezzora prima dal letto..

24Allora chiamarono di nuovo l'uomo che era stato cieco e gli dissero: «Dà gloria a Dio! Noi sappiamo che quest'uomo è un peccatore». 25Quegli rispose: «Se sia un peccatore, non lo so; una cosa so: prima ero cieco e ora ci vedo». 26Allora gli dissero di nuovo: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». 27Rispose loro: «Ve l'ho già detto e non mi avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». 28Allora lo insultarono e gli dissero: «Tu sei suo discepolo, noi siamo discepoli di Mosè! 29Noi sappiamo infatti che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». 30Rispose loro quell'uomo: «Proprio questo è strano, che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi.

31Ora, noi sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma se uno è timorato di Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. 32Da che mondo è mondo, non s'è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. 33Se costui non fosse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». 34Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e vuoi insegnare a noi?». E lo cacciarono fuori.

Al ritornare delle domande della gente il cieco prende coscienza sempre di più della solitudine che gli si sta generando attorno, del buoi che contrasta con la sua luce. Ed inizia ad essere coraggioso e in questo intuisce una seconda cosa.

Quel tale, che ora ho capito essere uomo di Dio, mi chiede di essere dei suoi.

La guarigione del corpo inizia a scendere in profondità, tocca anche la LIBERTÀ. La libertà di essere dalla parte della luce o delle tenebre. Il gioco, seppur con una vena di umorismo: "Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?" di fatto sancisce la sua condanna e la sua nuova vita: Lui È Suo Discepolo!

Capiamo ora perché il brano iniziava come quello delle chiamate. La sua a ben vedere!!! era non la chiamata alla guarigione ma la chiamata alla sequela di Gesù, ad essere suo annunciatore.

Ieri nella prima lettura si leggeva di una battaglia. Ecco la battaglia della fede. Se cerchi la fede per la pace del tuo cuore sei nella battaglia già persa. Se combatti perché la luce che hai ti trasformi e ti renda strumento di luce: "voi siete la luce del mondo.." allora la vittoria è vicina. Ed ecco avvicinasi Gesù!

35Gesù seppe che l'avevano cacciato fuori, e incontratolo gli disse: «Tu credi nel Figlio dell'uomo?». 36Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». 37Gli disse Gesù: «Tu l'hai visto: colui che parla con te è proprio lui». 38Ed egli disse: «Io credo, Signore!». E gli si prostrò innanzi. 39Gesù allora disse: «Io sono venuto in questo mondo per giudicare, perché coloro che non vedono vedano e quelli che vedono diventino ciechi». 40Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: «Siamo forse ciechi anche noi?». 41Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: Noi vediamo, il vostro peccato rimane».

Pareva che il nostro amico fosse lasciato solo. Ma Dio non lascia mai solo nessuno. Ci lascia fare, giustamente i primi passi, lasciando come fa la saggia madre, le mani per un momento, la lui è li, come con Tommaso..

Ed ecco l'uomo che era cieco, l'occhio che ha iniziato a conoscere la luce incontrare il sole. Non è facile, abbagliati da tanta intensità capirsi, un po' come Maria con l'angelo: "com'è possibile? ". Eccomi dice Gesù al cieco. Io sono qui.

Non aggiungiamo altre parole. È ora il tempo del silenzio, della fede che alle parole lascia posto all'adorazione.

Testi per la preghiera personale

Hai imparato, amico mio, che il Regno di Dio è dentro di te se lo vuoi, e che tutti i beni eterni sono nelle tue mani. Affrettati dunque a vedere, ad afferrare e ad ottenere in te i beni tenuti in serbo per te... Gemi ; prostrati. Come una volta il cieco, di’ ora anche tu : « Abbi pietà di me, Figlio di Davide, e apri gli occhi della mia anima, affinchè io veda la Luce del mondo che sei tu, o Dio mio, e diventi anch’io figlio di quella luce divina.

O clemente, manda il Consolatore anche su di me, affinchè lui stesso mi insegni ciò che riguarda te e ciò che è tuo, o Dio dell’universo. Dimora anche in me, come hai detto, affinchè io diventi a mia volta degno di dimorare in te.

Dammi di saper entrare in te e di sapere che ti possiedo dentro di me. O invisibile, degnati di prendere forma in me, affinchè, vedendo la tua bellezza inaccessibile, io porti la tua immagine, o celeste, e dimentichi ogni cosa visibile. Dammi la gloria che il Padre ti ha dato, o misericordioso, affinchè, simile a te come tutti i tuoi servi, io condivida la tua vita divina secondo la grazia e che io sia con te continuamente, ora e sempre e per tutti i secoli ».

Invito a confidare nel Signore

Loda il Signore, anima mia, canterò inni al mio Dio.

Non confidate nei potenti, in un uomo che non può salvare. Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe.

la sua speranza è nel Signore suo Dio, che ha fatto il cielo e la terra, il mare e quanto contiene, che rimane fedele per sempre, rende giustizia agli oppressi, dà il pane agli affamati. Il Signore libera i prigionieri, il Signore ridona la vista ai ciechi, il Signore rialza chi è caduto, Il Signore regna per sempre.

Buon Giorno Gesù
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