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Meditazioni tenute in occasione degli Esercizi Spirituali Parrocchiali

 

 

Esercizi Spirtuali Parrocchiali
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ott 23

Scritto da: host
23/10/2013 06:39 

Parrocchia di Maerne
Schema per gli Esercizi Spirituali parrocchiali 2013
Terzo Giorno
In quell'uomo è la vita
Preghiera
Aiutaci, Signore,
a incamminarci verso di te, con fiducia,
senza guardarci indietro
e senza temere gli sforzi necessari.
Donaci di sperare ancora
come se la vita cominciasse soltanto oggi.
Dacci coraggio e forza
in mezzo alle tempeste
poiché tu ci sei e in te poniamo
la nostra speranza.
Preghiamo
Eterno Padre, la tua gloria è l'uomo vivente; tu che hai manifestato la tua compassione nel pianto
di Gesù per l'amico Lazzaro, guarda oggi l'afflizione della Chiesa che piange e prega per i suoi figli
morti a causa del peccato, e con la forza del tuo Spirito richiamali alla vita nuova.
La resurrezione di Lazzaro
Dal Vangelo secondo Giovanni
Un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria
era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello
Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, colui che tu ami è
malato».
All'udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di
Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e
Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai
discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei
cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del
giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se
cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui».
Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, si è addormentato; ma io
vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù
aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora
Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là,
affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri
discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània
distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a
consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece
stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe
morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le
disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell'ultimo
giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà;
chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io
credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro
è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio,
ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei
a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a
piangere al sepolcro.
Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli:
«Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide
piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto
turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in
pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha
aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta
e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella
del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho
detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e
disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l'ho
detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò
a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto
da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».
Brani per la preghiera personale
Dio è per noi rifugio e forza, aiuto sempre vicino nelle angosce.
Perciò non temiamo se trema la terra, se crollano i monti nel fondo del mare. … (Sal 46).
Invocherò Dio, l’Altissimo, Dio che mi fa il bene.
Mandi dal cielo a salvarmi dalla mano dei miei persecutori,
Dio mandi la sua fedeltà e la sua grazia.
Io sono come in mezzo ai leoni che divorano gli uomini;
i loro denti sono lance e frecce, la loro lingua è spada affilata…
Saldo è il mio cuore, o Dio, saldo è il mio cuore” (Sal 57).
Ascolta, Dio, la voce del mio lamento, dal terrore del nemico preserva la mia vita.
Proteggimi dalla congiura degli empi, dal tumulto dei malvagi.
Affilano la loro lingua come spada, scagliano come frecce parole amare per colpire di nascosto
l’innocente;
… Il giusto gioirà nel Signore e riporrà in lui la sua speranza” (Sal 64).
Mi stringevano funi di morte, ero preso nei lacci degli inferi. …
Buono e giusto è il Signore, il nostro Dio è misericordioso. …
Ritorna anima mia alla tua pace, poiché il Signore ti ha beneficato;
egli mi ha sottratto dalla morte …
Camminerò alla presenza del Signore sulla terra dei viventi” (Sal 115).
Introduzione
Rispetto agli altri evangelisti che abbondano di miracoli (ventotto per l’esattezza) Giovanni ne cita
solo sette:
le nozze di Cana (Gv2,1-11) = primo dei segni
la guarigione del figlio del funzionario di Cana (Gv 4, 46-54) = secondo segno
la guarigione paralitico alla piscina di Betzaetà (Gv 5,1-9) = terzo segno
la moltiplicazione dei pani (Gv 6, 1-15) = quarto segno
Gesù cammina sulle acque (Gv 6, 16-21) = quinto segno
la guarigione del cieco nato (Gv 9, 1-40) = sesto segno.
la resurrezione di Lazzaro (Gv 9, 1-40) = settimo segno.
La risurrezione di Lazzaro è il settimo segno prima della RESURREZIONE di Gesù: l'ottavo segno!
Nell'ottavo giorno inizio di una nuova creazione.
All’inizio del suo vangelo, Giovanni ha definito Gesù luce e vita: “In lui era la vita e la vita era la
luce degli uomini”.
Come il racconto del cieco nato ha mostrato in che modo Gesù è luce, così la risurrezione di
Lazzaro manifesta in che modo egli è la vita degli uomini.
Con la guarigione del cieco nato, Gesù ha fatto sì che l’uomo impari a rapportarsi con la realtà; con
la risurrezione di Lazzaro fa sì che l’uomo stia di fronte al limite ultimo, la morte, guardandola in
faccia e scrutandone il mistero. Come è possibile amare e non affrettarsi verso chi rischia la vita?
Se il tuo amico è malato, tu come ti poni di fronte a questa situazione. Come è possibile amare e
non affrettarsi verso chi rischia la vita? Questo significa che tutte le volte in cui Dio sembra
indifferente al dolore degli uomini e sembra in ritardo sulle nostre invocazioni, è segno che non
pensiamo come lui.
A Marta che parla al futuro – risorgerà – Gesù risponde usando il presente: “Io sono – oggi – la
risurrezione e la vita”. Il futuro della risurrezione e l’oggi della risurrezione vanno insieme. Noi
siamo soliti dire: “Cristo è risorto… anche noi risorgeremo”. Ed è vero. Ma tra quel passato (Cristo è
risorto) e quel futuro (anche noi risorgeremo), corriamo il rischio di lasciare un grande vuoto,
quello del presente. Il presente resta orfano di risurrezione. Mentre Gesù continua ad annunciarci:
“Io sono – al presente – la resurrezione e la vita”. Come a dire: non rimandare al futuro. Sei tu
Marta, oggi, da risuscitare se ti rifugi nel futuro, se sei arresa dentro, se dici: “Tanto non c’è più
niente da fare”. Ebbene io oggi, per te, sono la resurrezione e la vita.
Questo è l’annuncio che cambia ogni cosa ed è la grande notizia che Marta va a riferire subito a sua
sorella. Marta si comporta come la samaritana la gioia che prova la comunica agli altri. Marta non
può non coinvolgere Maria in questa esperienza, aiutandola ad andare oltre i suoi limiti. Marta non
le dice: “Lazzaro risorgerà”. Ma va a dirle: “Il Maestro vuole te”.
Non ci cambia un Dio che dice: Lazzaro è morto. Ci cambia un Dio che c’è e piange. Non c’è
discorso che ci convinca, ci convince la sua presenza e le sue lacrime. Non c’è altra strada per
conoscere l’amore di Dio, se non quella che passa attraverso l’esperienza dell’amore umano. Tutto
il resto è spiritualismo ma non annuncio evangelico: “Il verbo si è fatto carne”.
La pietra tombale rappresenta il sigillo che chiude per sempre la porta della speranza. Eppure
proprio là dove registra il suo fallimento (mettiamoci una pietra sopra, non ne parliamo più), si
nasconde l’inizio di una novità di vita.
Lazzaro che esce dalla tomba ancora bendato viene consegnato agli uomini perché lo sciolgano. È
un invito che Gesù ci rivolge perché collaboriamo alla sua opera di liberazione dell’uomo.
Sebbene il vangelo parli della resurrezione di Lazzaro, di fatto sembra che non sia così centrale. È
un certo Lazzaro. Altri sembrano al centro. E tra questi Maria. È nominata prima di Marta, nel
riferimento al villaggio (strano per una donna..) e poi e ricordata con un gesto che a ben vedere nel
vangelo capita addirittura dopo. Forse a dirci: per capire il miracolo bisogna guardare a lei.
Lei rispetto alla sorella che corre da Gesù sta seduta. Come nel brano che conosciamo bene non
sembra prendere iniziative particolari. Vive una certa passività. Con la sorella rappresentano, forse,
gli atteggiamenti di fronte ad ogni problema dall'ospitalità alla morte.
Alcune traduzioni hanno il tuo amico è malato. Anche l'amore o l'amicizia si può ammalare. Stando
a questo brano può anche morire. Quante volte lo abbiamo sperimentato sulla nostra pelle?
Ma come per la vicenda del cieco anche in questa Gesù dice non fermatevi alla prima realtà, al
primo sentimento (per quanto grande e vero). C'è un oltre che è nascosto. C'è una brace sotto la
cenere.
C'è una verità che ti sarà rivelata se saprai accoglierla.
Dire che sono dodici le ore del giorno significa dire che c'è tempo per la luce. Non siamo ancora al
tramonto. Verrà il venerdì santo. Ma fino a quel momento è ancora il tempo della luce e ci è data
per sostenerci nel momento delle tenebre.
Come mai Marta si rivolge così a Gesù. Se pensiamo alle parole nel brano dove Marta "rimprovera"
perché Maria non la aiuta, capiamo che anche qui emerge il suo carattere impulsivo. Anche qui c'è
un certo rimprovero. E sebbene ci sia una sorta di recupero nel fondo c'è una grande sfiducia
velata di fede.
Se guardiamo a Maria la frase che dice è la medesima. Questo a dire che di fronte alla morte
fatichiamo a non dare la colpa a Dio.
Gesù si commosse profondamente e scoppiò in pianto. Dissero allora: guarda come lo amava!
Piange e le sue lacrime sono la sua dichiarazione d'amore a Lazzaro e alle sorelle. Dio piange e
piange per me: sono io Lazzaro, io sono l'amico, malato e amato, che Gesù non accetta gli sia
strappato via. Dalle lacrime di Dio impariamo il cuore di Dio. Il perché della nostra risurrezione sta
in questo amore fino al pianto. Risorgiamo adesso, risorgeremo dopo la morte, perché amati. Il
vero nemico della morte non è la vita ma l'amore. Forte come la morte è l'amore, dice il Cantico.
Ma l'amore di Dio è più forte della morte. Se il nome di Dio è amore, allora il suo nome è anche
Risurrezione.
Preghiera: C'è buio in me
C'è buio in me in te invece c'è luce;
sono solo, ma tu non m'abbandoni;
non ho coraggio, ma tu mi sei d'aiuto;
sono inquieto, ma in te c'è la pace;
c'è amarezza in me, in te pazienza;
non capisco le tue vie,
ma tu sai qual è la mia strada.
Tu conosci tutta l'infelicità degli uomini;
tu rimani accanto a me,
quando nessun uomo mi rimane accanto,
tu non mi dimentichi e mi cerchi,
tu vuoi che io ti riconosca e mi volga a te.
Signore, odo il tuo richiamo e lo seguo, aiutami!
Signore, qualunque cosa rechi questo giorno,
il tuo nome sia lodato! Amen.

Buon Giorno Gesù
 Buon Giorno Gesù con Antonio 
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Buon Giorno Gesù con Antonio 
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